Podcast #2: Attrezzatura per il funzionale.

Intervista a Calle Flauto, fondatore e direttore tecnico-artistico di Fitwork Italia, azienda che propone programmi di fitness e wellness per i professionisti.

In questo secondo episodio di Allenamento Funzionale, con l’autore del libro “Personal Trainer Funzionale” come ospite speciale, vedremo insieme:

-Perché sono arrivato all’allenamento funzionale

-Vantaggi dell’allenamento funzionale

-Attrezzatura per il funzionale

Francesco Perticari

Ciao a tutti, eccoci qua al nostro appuntamento sull’allenamento funzionale in podcast. Siamo qua oggi con un amico, un amico vero. Perché è una di quelle persone che ho conosciuto tanti anni fa ai tempi in cui la Reebok aveva uno staff di di allenatori e di preparatori corposo, che si dedicava in maniera importante al fitness e cercava di veicolare il market verso il fitness. Calle Flauto che è qui con me è uno di questi trainer, ormai ci conosciamo da una vita e l’ho coinvolto in questo podcast.

Primo perché è un personal trainer da tanti anni,  perché è uno di quelli che l’allenamento funzionale lo conosce bene e diciamo che l’ha anche in qualche modo portato in Italia, è stato uno dei primi ad avvicinarsi a questo tipo di allenamento. E perché ha scritto un libro che si chiama “Personal Training Funzionale” e con lui vorrei capire qualcosa di più sull’allenamento funzionale applicato al personal training. 

Sicuramente mi sono dimenticato qualcosa del tuo lungo curriculum, che prevede anche il fatto che tu sia un coreografo, che sia un istruttore internazionale di yoga e pilates e, lo posso dire con forza perché ti conosco bene e lo so, un esperto di fitness a 360 gradi. Però se manca qualcosa nella presentazione adesso me lo dirai tu.

Calle Flauto

Buongiorno a tutti. Ciao Francesco e sì, confermo, Francesco è veramente un amico da un sacco di tempo. Sì, ho fatto un sacco di cose negli anni, quindi Reebok University Master Trainer, responsabile per i corsi in Italia per tutti i settori, sono International Yoga Teacher, personal trainer fondatore di una scuola di formazione che si chiama Fitwork Italia. Sono stato un coreografo ho fatto danza classica, moderna e contemporanea e sono stato uno dei primi ad avvicinarmi al lavoro chiamato funzionale. Poi adesso magari cercherò di spiegare, Francesco lo sa, non amo moltissimo la parola funzionale… ma nello slang del fitness diciamo che è il modo più diretto per far capire un certo tipo di lavoro alle persone quindi…

FP

Ti interrompo e ti faccio la prima domanda.

Ai tempi dei tempi, quindi, cosa ti ha incuriosito dell’allenamento funzionale? Perché io so che tu, insieme a qualche altro trainer, sei stato uno dei primi a cercare di portare in Italia ad esempio un attrezzo che adesso ormai è in tutte le palestre, forse in tutte le case. E una volta, dieci-dodici anni fa era misconosciuto: questo attrezzo è il kettlebell. cosa ti ha incuriosito di questo tipo di allenamento?

CF

Allora io ho avuto la fortuna di aver fatto fatto una vacanza studio negli Stati Uniti quando avevo 18 anni e sono stato lì sei mesi e in quei sei mesi in questa vacanza studio avevo già visto cose diverse che in Italia a quei tempi non c’erano. In Italia c’era aerobica o il body building,per intenderci, la sala musicale era una sala vuota, non c’era nessun attrezzo e lì avevo già visto delle cose che però avevo provato su di me, avevo sviluppato su di me, ma era una cosa, come dire, fine a se stessa. Era prettamente personale.

Poi ho avuto la fortuna di essere scelto da Reebok quindi ho cominciato a studiare con Reebok University. è una di quelle cose che indiscutibilmente non si può controbattere, Reebok University era molto avanti con i suoi programmi all’epoca. Tieni presente che alcuni programmi noi non riuscivamo a piazzarli in Italia perché erano troppo fuori dal mercato, nel senso che erano cose che sarebbero arrivate negli anni. E la prima volta che sono andato a fare una lezione di questi esercizi funzionali. la cosa che mi ha scioccato di più, essendo io un ballerino e coreografo, uno che faceva lezioni, facevo un sacco di cose, è stata l’incapacità di gestire un determinato esercizio o un determinato movimento. Quella è stata la molla che mi ha fatto scattare e dire “Cavolo, ma come, io non riesco a fare questa cosa, ma non è possibile. “ E invece sì. Cioè era decisamente possibile perchè poi cominciando a lavorare c’è l’allenamento alla funzione muscolare o in relazione alla funzione muscolare durante il tipo di lavoro svolto che cambia a seconda di quello che stai facendo. Quindi se tu alleni un muscolo sempre nello stesso modo, non lo abitui mai ad essere uno stabilizzatore o neutralizzatore. Ora, è chiaro che lui ripeterà e sarà gestibile solo per quella funzione.

E questo è stato quello che mi ha fatto avvicinare in assoluto a questo mondo.  A questo poi bisogna aggiungere che nonostante io mi sentissi così in forma, avevo 24 anni, avevo vinto 3 ernie del disco perché saltavo come un grillo, facevo sala pesi, insomma, chi ha un po’ di età nel nostro settore sa che cosa abbiamo fatto e quindi lì ho cominciato a riabilitare il mio corpo, cioè a cercare di sviluppare movimenti con una sorta di consapevolezza. Mettiamola così, bisogna avere consapevolezza.

Ecco perché a volte dico che è il termine funzionale è troppo generico, cioè non indica nello specifico quello che dovrebbe essere secondo me il lavoro di forza integrata. è il termine più idoneo secondo me proprio perché bisogna prendere in considerazione il corpo come un’unica unità. E far interagire le parti tra di loro. Questo è fondamentale e ancora adesso girando l’Italia, un po’ l’Europa, vedo esercizi venduti per funzionale che spesso non sono funzionali, non hanno niente di funzionale…  se non la funzione nell’eseguire quel esercizio. Ma è fine a se stessa, la funzionalità è un’altra cosa, richiede un’integrazione. Ad esempio, non dovrebbe mai esserci la velocità.

Se vuoi fare un esercizio funzionale, la velocità non è mai una buona alleata, perché la velocità richiede controllo e spesso queste persone non hanno controllo e quindi non c’è niente di funzionale nel saltare su un plyo box e scendere se la persona non ha la capacità di controllare quell’azione. Quello che dovresti fare è resettare, ci sono degli step prima che dovrebbe fare quella persona per avere il controllo per fare quella cosa, allora diventa funzionale, se no non può essere funzionale.

soft_plyo_box

FP

Ok, grazie per questa precisazione. Allora, visto che oltre ad avere un curriculum di tutto rispetto nel fitness, sei soprattutto un personal trainer di alto livello, vorrei capire e far capire a chi ci ascolta quali sono i vantaggi di utilizzare un approccio di tipo funzionale nell’allenamento rispetto a un approccio teorico con i clienti.

CF

Sono fondamentali per quello che mi riguarda.

Nel 99 per cento dei casi, quando ti arriva un cliente, le prime cose che ti chiede sono… magari nel mio caso no, perché sanno già che mi occupo un po di riabilitazione, e quindi di conseguenza molti vengono per quello,  ma nel 99 per cento dei casi chi arriva ti chiede: “voglio dimagrire, voglio avere più muscoli” …

FP 

E le donne spesso “no gambe grosse”…

CF

Il prossimo libro volevo farlo sui luoghi comuni che ho sentito in questi 35 anni nelle palestre o andando in giro per l’Europa. è fantastico, loro ti chiedono questo, ma la prima cosa che io faccio e che io consiglio quando faccio le formazioni a tutti i miei colleghi e  a tutti quelli che vogliono fare il personal trainer, la prima cosa che devi fare è controllare la funzionalità di quel corpo. Cioè 10 a 1, se voglio farti asciugare, quindi definire un po’, devo darti dei sovraccarichi.

Non prendiamoci in giro ragazzi! Facendo squat a carico libero è difficile che ti esca il gluteo, se non gli metti un sovraccarico . A volte io sorrido, negli ultimi due anni con la pandemia si è visto di tutto, ho visto ore di squat a carico libero, veloci, saltati, non c’è il carico, non c’è il controllo, è difficile che tu riesca a sviluppare massa magra. Pensiamo al gluteo come ad uno dei più grandi gruppi muscolari che abbiamo in corpo. Quindi la prima cosa che fai, nonostante lui o lei ti abbia chiesto di asciugarsi, di definirsi, di aumentare la massa magra, per prima cosa devo controllare la postura.

Se la sua struttura non è a posto, appena io do un sovraccarico,in 4/5 lezioni quella si scassa. La prima cosa che devo fare è controllare se ha delle asimmetrie, controllare le parti deboli attraverso una serie di test. In realtà loro spesso non la sanno questa cosa, io non dico mai che sto facendo dei test, perché nel momento in cui tu dici alla persona che sta facendo dei test, quella persona si prepara.  Cioè, come se io ti dicessi:  “Ok Francesco, adesso controlla la tua postura”, appena te lo sto dicendo tu ti tiri su, abbassi le spalle e stai già più a posto. Quindi non gli dico che gli sto facendo dei test.

A loro passa come una lezione di prova sostanzialmente, quindi per loro hanno fatto un allenamento. In realtà io non li ho allenati, gli faccio fare alcuni esercizi e alcuni movimenti che mi fanno capire le loro mancanze. E quindi prima lavoro per mettere a posto quelli, poi comincio a dargli dei sovraccarichi, gli faccio fare delle cose per gli obiettivi che mi hanno chiesto sostanzialmente e funziona. Funziona decisamente, anche perché gli sparisce il dolorino la spalla, il dolorino alla schiena e il dolorino al ginocchio. Tieni conto che credo che l’80-90% delle problematiche delle persone e dei fastidi sono dovuti ad atrofia da disuso, cioè usano male e poco il loro corpo.

E quindi ecco perché poi si vanno a fare una lezione di Crossfit®, ad esempio, niente da dire… ma poi si scassano. Non perché sia sbagliato fare Crossfit®, è che quel corpo non poteva fare Crossfit®, non era pronto. E per quanto siano bravi quelli che insegnano nella classe di Crossfit®, non hanno la possibilità di mettere a posto una persona nel contesto di gruppo. Come fai, dovresti fermare la lezione, dovresti sistemare i movimenti della persona e per quanto tu puoi dare variazioni, nel contesto di gruppo è sempre un po’ problematica da gestire la cosa.

FP

Ho capito. Quindi in teoria un cliente che volesse fare Crossfit® sarebbe opportuno che facesse prima un’adeguata preparazione con un personal trainer, magari funzionale al Crossfit®. E a quel punto tu saresti in grado di prepararlo adeguatamente per poi…

CF

Esattamente quello che cerco sempre di far capire alle persone. Io lavoro per obiettivi, quindi se l’obiettivo di quella persona è asciugarsi, stare meglio, riuscire a fare una classe di Crossfit® in maniera decente e cominciare ad avere dei buoni risultati, io lo aiuto. Bisogna analizzare quali esercizi non riesci a fare,quale mancanza ha quel corpo. Quindi io consiglierei a tutti quelli che vogliono fare Crossfit®, che vogliono fare cose dove sono previsti velocità e sovraccarichi, sostanzialmente di fare delle sedute personali con un buon preparatore, perché so già che questo gli permetterà di non infortunarsi e di poter proseguire e crescere, perché è fondamentale secondo me. 

FP

Allora la domanda che forse è più adatta al pubblico generico piuttosto che al nostro pubblico, che invece è fatto di trainer e di professionisti, nell’ambito del personal training chi è che può lavorare con un approccio funzionale e chi invece proprio è meglio che faccia altro.

CF

Il nostro settore è sempre stato un po’ una giungla. Questo da sempre. Perché si seguono i trend delle mode del momento… io ho visto per anni, essendo stato anche un direttore tecnico, quindi un formatore, ho visto a volte comparire sui curriculum delle persone dei nomi solo perché c’era la richiesta in quel momento di quella cosa e mi dicevo: “Ma questo quando l’ha fatta questa formazione”. Di sicuro avere una conoscenza anatomica funzionale, questo è alla base per tutti. Devi conoscere bene le cose anche sulla biomeccanica in relazione al movimento e poi avere in qualche modo studiato in questa direzione, quindi sicuramente yoga, pilates, cioè corsi che prendono in considerazione il corpo come un’unica unità, delle attività storiche.

Difficilmente chi fa il body builder può offrire questo tipo di lavoro, perché il lavoro offerto con le macchine, anche se lavorano a carichi liberi, comunque per allenarsi si siedono sulle panche e ogni volta che hai un supporto stabile stai disattivando l’attivazione del corpo intero, per sviluppare ipertrofia in maniera localizzata.

FP 

Forse  la domanda non era chiara. Tu mi stai dicendo chi è il trainer, che preparazione deve avere il trainer, la domanda era in realtà: quali sono i clienti che tu veicoli nel funzionale e che alleni con questa metodologia e quali invece quelli sui quali preferisci lavorare con altre metodiche,  se lavori con altre metodiche.

CF

No, perché non esiste. Nel senso, ho persone che vogliono aumentare massa magra, ho persone che vogliono sviluppare ipertrofia, ho persone che vogliono migliorare la funzione, vogliono definirsi, ho persone che vogliono tornare a funzionare, ma alla base c’è il lavoro di forza integrata. Se non c’è quello, non puoi fare altro. Quindi tutti sostanzialmente. Allora, io sono particolarmente conosciuto nel lavoro perché sono quello che lavora prevalentemente in un punto e non mi sposto molto nella palestra, perché non uso le macchine. 

Attenzione, non è che non le so usare le macchine, ho sempre sostenuto le macchine sono “for dummies”,  nel senso che le hanno fatte e sviluppate in un modo che possano essere fruibili in maniera semplice da tutti. Tant’è vero che c’è il cliente tipo che dice: io so fare tutto, non ho bisogno, poi pensa “perché tanto mi metto lì…”. E queste cose le vediamo tutti i giorni nei club e in giro per l’Italia ma anche perché in Europa funziona uguale. A meno che tu non mi dica “Calle io voglio fare la gara di di body builder” allora in quel caso il tuo obiettivo è l’ipertrofia localizzata, perché la gara di body builder di un body builder si basa su quello, non sulla funzione ma è sull’estetica. E allora in quel caso lì a te non serve. Senza contare il fatto, siccome ho allenato un sacco di Body builder, che dopo un po’ si scassano comunque a prescindere se non fanno qualcosa di forza integrata. Però tutti i miei clienti io li alleno solo con attrezzi a carico libero.

Non uso nessun tipo di macchina, non uso nessun tipo di supporto e i miei supporti sono tutti destabilizzanti, quindi uso le fit ball, i disk and gym, le kettlebell.

Podcast #2: Attrezzatura per il funzionale.

FP 

Ti blocco perché la prossima domanda era proprio questa:

quali sono gli attrezzi funzionali che usi di più con i tuoi clienti.

CF

Quindi corpo libero sicuro, disk and gym che qualcuno li conosce col nome di disk ab, fit ball, fantastica per recuperare e riabilitare. Kettlebell, li adoro lo sai da sempre sono stato uno dei primi ad approcciarli a questa cosa. Clubbells, perché no, spesso le uso. Dyna-band, bande elastiche e basta.

Non uso altre cose. Non uso quasi mai manubri per un semplice motivo, i manubri sono ok io non ho niente contro i manubri così come non ho niente contro altre attrezzature. Non uso quasi mai manubri perché in questo caso uso le kettlebell, perché il peso delle kettlebell è decentrato e quando lavori sulle kettlebell non hai angoli morti di lavoro.

E quindi ecco perché, faccio un esempio che faccio più o meno a tutti i corsi, se facessi un curl per i bicipiti, il manubrio è qui e i pesi sono distribuiti a lato, fino a 90 gradi ho la massima espressione della forza. Dopodiché il peso comincia a calare perché non lo sento più, perché sto avvicinando il peso al punto del fulcro. Nel caso del kettlebell, se tu tieni il kettlebell lì, il peso è già lì decentrato e fino alla fine stai lavorando, questo avviene più o meno quasi su tutti. Quindi uso prevalentemente le kettlebell anche non solo con gli esercizi balistici delle kettlebell ma anche proprio come esercizi di forza, anche perché presi in un certo modo ti cambia drasticamente il tipo di lavoro e non solo, essendo un peso decentrato ti obbliga in qualche modo ad attivare gli erettori spinali, quadrato dei lombi, tutti muscoli profondi dell’addome e quindi diventa un esercizio di contrazione integrale.

FP

Benissimo, anche qui prendo al volo questa questa parola perché me ne hai parlato, sei stato il primo a parlarne e mi ha incuriosito. Io vorrei far capire a chi ci ascolta la differenza fra la forza integrata e l’allenamento funzionale se c’è una differenza oppure quali sono le similitudini e le caratteristiche.

CF

In realtà l’allenamento di forza integrata è funzionale. Ok è che negli anni poi, come tutti i trend, il lavoro funzionale si è messo tutto nel calderone del lavoro funzionale senza preoccuparsi di vedere quanto era funzionale e soprattutto funzionale a che cosa. Ok? La tua funzione può essere diversa dalla mia o dalla signora di 50 anni che viene in palestra.

Podcast #2: Attrezzatura per il funzionale.

FP

Trovo che questa enfasi sulla funzionalità dell’allenamento, questo mantra per cui il funzionale è l’allenamento che aiuta i movimenti della vita mi sembra un po una baggianata perché se uno nella vita fa l’impiegato, ne parlavamo anche con Guido nella scorsa puntata, non è che noi lo alleniamo a utilizzare il mouse.

Quindi l’allenamento funzionale parte a mio parere da un altro principio che è l’allenamento al movimento, al muoversi, perché il nostro corpo è poco abituato a muoversi.

CF

Esattamente quello che io cerco di spiegare a tutti durante i workshop ai miei clienti. Per esempio io ai miei clienti spiego mentre stanno facendo ok? Non ho questa sorta di qualcosa che molti personal hanno, questa sorta di segreto professionale come se fossimo dei druidi che dosiamo le cose. No, io a loro spiego, peraltro una delle cose che mi piace moltissimo è che io ai miei clienti faccio delle schede perchè voglio insegnargli ad allenarsi. A me non interessa che Tizio e Caio stiano con me per tutta la vita staranno con me per tutta la vita. Staranno con me per tutta la vita se hanno bisogno di me per tutta la vita.

Anche perché se stanno come per tutta la vita, per lo stesso obiettivo, vuol dire che io ho fatto male il mio lavoro, non sono stato bravo e quindi vuol dire che non sono così bravo. Una delle cose che per me è importantissima è che se tu vieni da me con un obiettivo, io devo cercare di risolvere quell’obiettivo nel minor tempo possibile. Così si vede se sei bravo. E’ inutile che vieni da me con un mal di schiena e dopo sei mesi hai ancora il mal di schiena.

Non sono stato bravo, ho cannato qualcosa, non sono bravo. Non esiste un mal di schiena che dura sei mesi soprattutto, se stai facendo qualcosa, vuol dire che quello che stai facendo non è ok. 

FP 

Sì, ancora di più se per ovviare al mal di schiena io sono costretto a vita a venire da te perché è una sorta di dipendenza che comunque non è non è funzionale.

CF

Esattamente, non è funzionale, bravo. Io quello che dico a tutti è esattamente questo. Io non voglio che tu stia con me per tutta la vita. Lavoriamo per obiettivi. Adesso sei arrivato da me e hai mal di schiena? Ok, io ti faccio passare il mal di schiena, ma dopo se vuoi continuare con me cambierà l’obiettivo: adesso voglio asciugarmi, voglio essere più forte, voglio prepararmi per fare quella cosa e allora certo che continuiamo ad andare avanti. 

Ma parallelamente, nello stesso contesto, io devo insegnarti ad allenarti, perché se il tuo mal di schiena o il tuo male alla spalla o il tuo male al ginocchio non è un trauma da contatto, cioè non hai battuto o non ti hanno preso sotto in macchina, è molto probabilmente un trauma procurato da una cattiva distribuzione dei carichi ,da poco movimento, quello che si chiama appunto atrofia da disuso. Quindi io devo insegnarti a far sì che tu non abbia più bisogno di questa cosa. Ok? Cosa che molti ovviamente non fanno. 

Quello che spiego sempre a tutti è lo stimolo soglia. Perché, soprattutto insegnando yoga-pilates da tanti anni, è passata questa idea che alcune attività sono blande. Non esiste, ok? Il pilates è stato snaturato, storpiato. Se vedete una lezione del signor Pilates, erano intense veloci. Quando faccio Pilates la gente suda come se facesse spinning, per capire.

FP

Io posso confermarti che alle poche lezioni di pilates che ho fatto mi sono massacrato. Sono state esperienze veramente toste.

CF

Quello che spiego a tutti, anche ai miei clienti, è l’esempio dello stimolo soglia, cioè ognuno di noi ha uno stimolo soglia. Immaginatevi una asticella che indica il tuo stato di forma, cioè la tua forza o dove arrivi. Se io ti faccio lavorare sotto l’asticella il tuo corpo non cambia, non si predispone. Magari senti qualcosa subito ma, subito dopo, non ti faccio cambiare. Quindi perché il tuo corpo cambi, questo indipendentemente che tu voglia fare riabilitazione o definizione o aumento dell’ipertrofia, devo farti lavorare sopra il tuo stimolo soglia, cosa che spesso non avviene, perché quella è la regola dell’adattamento.

Quindi, secondo me, bisognerebbe resettare un attimo e tornare alle funzioni basilari del corpo umano e concentrarsi su conoscere quelle, perché una volta che conosci quelle conosci i meccanismi di difesa del corpo umano. Io uso moltissimo le tecniche PNF, ad esempio, e non le ho inventate io eh, non è che sono un genio, queste cosa basta che lei studi e le sai, perché se conosci il tuo corpo e sai come funziona e sai come lavora riesci tra virgolette, passami il termine a fregarlo, un po’.

Quindi come togliere una contrattura. Un muscolo non può essere forte se prima non è flessibile. Alla base della piramide della prestazione funzionale c’è la flessibilità e la mobilità. Quindi è inutile che continua a far fare pesi, pesi e pesi e poi dedicò gli ultimi 5 minuti della mia seduta di allenamento a fare un minimo di stretching, quando va bene, per poi andare via, perché non sto dando funzionalità. Se pensate solo a una camminata, ci sono dei muscoli si contraggono e dei muscoli che si allungano. E se gli altri muscoli non si allungano di conseguenza la tua camminata viene falsata.

E questo vale in qualsiasi tipo di esercizio. Se devo fare uno swing con le kettlebell, se è vero che devo spingere, usare gli addominali, usare i glutei, c’è una fase di contrazione e una fase di allungamento. Se ho già gli ischiocrurali corti o una sorta di cifosi a livello toracico è chiaro che sto caricando sulla colonna e i muscoli non sono in grado di sopportarlo 

Podcast #2: Attrezzatura per il funzionale.

FP

L’altro giorno, siccome voglio anche essere utile a chi ci ascolta, mi hai parlato di un libro che mi ha incuriosito molto. Basta che tu dica il titolo, poi dopo noi nella parte scritta lo mettiamo.

CF

Allora, io l’avevo letto in inglese poi siccome non conosco abbastanza l’inglese e ho difficoltà a parlarlo, anche se ho fatto un sacco di corsi all’estero come sai. Quindi cosa ho fatto? Quello che mi piace sempre è comprare in italiano se il libro merita. Lo prendo in italiano per vedere se mi sono perso dei pezzi, quando c’è, perché spesso molti libri non ci sono sempre, purtroppo, e questo secondo me è una delle cose brutte che abbiamo noi in Italia. Il titolo italiano è “Muovi il tuo DNA” e mi ha incuriosito. E’ di una ricercatrice, trainer americana. Mi ha incuriosito moltissimo perché, avevo letto in passato degli studi di questo tipo, parla della differenza che c’è fra allenamento e movimento e quindi nel momento in cui parliamo di funzionalità di lavoro forza integrata è alla base. C’è un esempio molto bello del libro e credo che io, te e molti altri che ci stanno ascoltando hanno provato, ci alleniamo come dei pazzi.

Siamo in forma perché io mi alleno una barra due volte al giorno. Faccio yoga, pilates, facciamo un sacco di cose, ma al mattino ci svegliamo e siamo scassati. Tutti noi abbiamo provato qualche volta questa cosa. In realtà quindi forse c’è qualcosa che non va o comunque, al di là dell’Indolenzimento  muscolare ritardato che è il classico DOMS, a volte abbiamo anche noi delle problematiche che sono relegate all’usura o anche al tipo di lavoro che abbiamo fatto o alla preparazione del lavoro che abbiamo fatto. Ad esempio, per quanto io possa fare quello che sa un sacco di cose, ed è vero, magari le so, però comunque a volte mi devo allenare in un’ora perché poi ho il cliente prima o il cliente dopo. E in quella ora deve esserci che devo cambiarmi, devo allenarmi, devo farmi la doccia e magari anche lo spuntino dopo allenamento, quindi diventa un attimino complicato e quindi è chiaro che qualcosa la salti a volte.

Ecco perché spesso uso il kettlebell, perché si presta ad allenamenti intensi ma che si compattano. “Muovi il tuo DNA” mi ha incuriosito perché parla della distribuzione delle forze su ogni singola cellula del corpo durante l’allenamento. Guarda te lo consiglio perché a me è piaciuto veramente molto. E’ spiegato molto bene con ricerche scientifiche di tutto rispetto, non uno che si è improvvisato e ha scritto quattro cose,  quindi di come cambia il tessuto polmonare piuttosto che quello cardiaco e di come viene distribuito il carico su ogni singola cellula del corpo.

Faccio un esempio che viene fatto anche sul libro, sto facendo spalle ma anche i miei piedi stanno tenendo qualcosa e anche i miei glutei stanno lavorando, cioè c’è questa sorta di distribuzione di cariche. E’ un po quello che l’altra volta parlavamo, l’allenamento organico che ha in qualche modo il funzionale. O meglio il lavoro di forza integrata è per forza organico perché l’integrazione non lascia nulla al caso, cioè quando faccio un lavoro di forza integrata devo usare la respirazione in un certo modo che mi viene ad aiutare, quindi sto lavorando pensando a coinvolgere più cose, cosa che noi generalmente non pensiamo durante l’allenamento. 

FP

Sostanzialmente pensando che siamo un sistema e non solo un apparato muscolare scheletrico.

CF

Esattamente, una delle cose è che la medicina per prima ha sempre fatto questo, no? Ci hanno cresciuti così, hanno sempre diviso, sezionato il nostro corpo a pezzi. Io credo che in un’altra vita forse sarei stato un medico se avessi studiato, perché a me piace un sacco il corpo umano. Ti ricordo che io quando avevo 16 17 anni andavo a comprarmi i libri da Minerva Medica, che è un negozio a Torino dove andavano tutti quelli che fanno medicina e ne ho ancora una serie. Mi ricordo che quando parlavano dell’addome, veniva sezionato in 4 6 pezzi per descriverlo, per identificare la parte dove è il dolore e così via. Non necessariamente quando ho male una spalla, la colpa è della spalla, ok? Devo andare a cercare. A meno che io non abbia battuto la spalla. 

FP

Dobbiamo andare a considerarci dei sistemi complessi e dobbiamo conoscere il più possibile un po’ tutto. Ecco che viene fuori un’idea, poi concludo perché siamo siamo ormai fuori tempo massimo. Non è più così importante una conoscenza specifica, è importante conoscere diversi aspetti. Quindi, il personal trainer del futuro, quello che vuole allenare veramente in maniera funzionale, deve essere  un esperto non solamente del muscolo e dell’apparato scheletrico ma deve essere un esperto del sistema. Con con il sistema io metto dentro anche l’aspetto psicologico del cliente, l’aspetto emotivo del cliente, la capacità di comunicare.

Chiudo quindi con questa cosa perché abbiamo quasi sforato l’orario. 

Ringrazio Calle, grazie davvero di essere stato con noi. Saluto tutti, buon allenamento a tutti e alla prossima puntata. Ciao.

CF

Grazie, ciao a tutti.

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